La storia

Un incontro decisivo
Nel 1988 incominciò la storia della Fondazione, grazie al provvidenziale incontro di Giorgio e Zeninha (Lusenice), nel carcere minorile di Salvador. Giorgio ricorda: “Fui invitato a fare alcune conferenze ai 240 ragazzi reclusi per cercare di rasserenarli e fu così che conobbi Zeninha, già da un anno impegnata ad alfabetizzarne alcuni. Subito ci sentimmo in sintonia, entrambi desiderosi di stendere la mano a questi ragazzi e ragazze.
Stando così prossimi a loro, nei padiglioni e nelle squallide celle di rigore, ci sentimmo così male nel doverli lasciare in quella situazione disumana che decidemmo di tentare di fare qualcosa per soccorrerli, a costo di dover creare qualcosa di nuovo, in alternativa alla strada e al carcere. Fu così che ebbe inizio questa esperienza”.

Il Conte Franco Gilberti
“I primi cinque anni servirono per convincerci che, quando si tratta di aiutare la persona a crescere, risultati veri e propri sono ottenibili solo “a lungo termine” e, soprattutto, che potevamo davvero contare sulla Provvidenza.
Infatti, dovemmo cambiare sede per ben tre volte per proteggere i nostri ragazzi, picchiati e minacciati di morte da chi persisteva a volerli strumentalizzare per piccoli furti o il traffico di droga: questo fu possibile grazie al provvidenziale e straordinario intervento della Contessa Maria Teresa Gilberti, di Milano. Nel 1994 quest’opera si costituì in Fondazione e fu dedicata alla memoria del marito, il Conte Franco, noto per la sua generosità verso i poveri sia a Milano che a Santa Margherita Ligure”.

La contessa Maria Teresa

Il Conte Franco Gilberti

Una grossa opportunità
“In tutti questi anni è stata offerta accoglienza a centinaia di ragazzi e alcune ragazze madri. Molti ragazzi sono stati reinseriti tra i familiari e parenti o hanno preferito sistemarsi per conto proprio dopo aver ottenuto un lavoro fisso e una casetta. Purtroppo alcuni sono ritornati per strada e sono ricaduti nella delinquenza, tornando al carcere minorile o facendo una brutta fine, barbaramente uccisi da bande rivali o dalla Polizia… In Cappella sono esposte le loro foto, un avvertimento per tutti: si eviteranno queste tragedie nell’adolescenza se s’inizia a vivere in verità fin da piccoli, perciò se noi possiamo continuare a contare sull’aiuto degli amici per garantire questa grossa opportunità a qualunque ragazzo che la stia cercando con sincerità.”


Una risposta a La storia

  1. Gianluca ha detto:

    Li ho conosciuti tramite mio padre
    Gianluca Lazzarini

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